| Editoriale de La Comune 135 |
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| Scritto da Dario Renzi | |
| Monday 26 October 2009 | |
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un progetto solidale ed antirazzista COSTRUIAMO COMITATI DAPPERTUTTOIl 17 ottobre ha significato un primo sintomo di risveglio antirazzista. Era quello che volevamo, noi di Socialismo rivoluzionario e dei Comitati solidali ed antirazzisti: perciò ci siamo impegnati intransigentemente per una manifestazione unitaria. Il corteo si è svolto con una significativa, composita e variegata partecipazione popolare e multietnica sulla base di una piattaforma chiara che continueremo a portare avanti con coerenza. Le rivendicazioni del 17 ottobre possono via via essere soddisfatte, come dimostrano le lotte vittoriose dei nostri fratelli: profughi a Milano o soggetti ad odiose vessazioni a Sant’Antimo. Sviluppare le proteste e la resistenza autorganizzate è credibile ed utile, sia per i risultati che possono ottenere sia per l’esempio che costituiscono, ma occorre che siano inquadrate in un progetto d’assieme e di lunga lena. Usciamo tutti più convinti e fiduciosi dal 17 ottobre, ora si tratta di tradurre questo stato d’animo in una costruzione conseguente, continua, capillare ed organizzata della solidarietà umana ed antirazzista in cui crediamo. protagoniste e protagonisti: l’anima più radicale e coerente del corteo di Roma raccolta attorno a StopRazzismo e specialmente nelle decine e decine di Comitati solidali e antirazzisti, che stanno sorgendo in tutto il paese. La nostra coscienza e determinazione cresce, le abbiamo misurate e condivise nell’assemblea del 18 ottobre, dove abbiamo deciso di precisare e rilanciare i nostri compiti, prendendo ancor più consapevolezza della priorità di una logica identitaria dell’umanità tutta. Sentiamo e pensiamo, diciamo e sperimentiamo la centralità della ricerca di una vita migliore per noi e per gli altri contro ogni discriminazione; siamo un’avanguardia consapevole di una solidarietà affermata e praticata, di un atteggiamento accogliente che offre e pretende ascolto, rispetto, dialogo verso i nostri simili. Un’avanguardia ricca di tante personalità e diversità che si vanno raggruppando, confrontando ed unificando intorno a quelle scelte umane positive da cui discende il ripudio e la sconfitta del razzismo. Perché oggi cogliamo più chiaramente come in virtù del nostro essere umani e della ricerca di un bene comune e condiviso universalmente possiamo fronteggiare i morbi del bellicismo e della xenofobia, dell’esclusione e dell’oppressione. I Comitati solidali e antirazzisti e chi li promuove – come si è detto nell’assemblea del 18 – hanno un valore autentico nella misura in cui si fondano su questi valori condivisi. Riconoscere ciò che già siamo è il presupposto per crescere ulteriormente, per cominciare a rappresentare un embrione di relazionalità e socialità generose, espansive e benefiche che sfugga alla disgregazione e all’egoismo sociale imperante. Abbiamo la possibilità e la volontà di consolidare i Comitati esistenti e innanzitutto di moltiplicarli e diffonderli, di appoggiare le amiche e gli amici nell’iniziativa di costruirli nel loro posto di lavoro, di studio, nel loro quartiere, nella loro città. Stiamo discutendo della opportunità di coordinare i Comitati attorno ad una piattaforma comune, che sintetizzi i valori umani che ci uniscono, per rafforzarne la proposta e l’azione; così come dovremo valutare la possibilità di elaborare criteri comuni nel funzionamento dei Comitati e del loro eventuale coordinamento per garantire la lealtà, il protagonismo, la trasparenza conseguenti alle nostre finalità. Piattaforma e criteri possono essere utili ad ogni persona che si impegna nei Comitati, ma sono indispensabili anche per precisare le responsabilità e le forme di partecipazione di quelle forze organizzate, come noi di Sr, che appoggiano sinceramente ed apertamente questo processo. Di tutto questo e di altro ancora discuteremo nell’Assemblea nazionale del 6 febbraio 2010. Abbiamo di fronte un cammino appassionante e impegnativo verso quella data. Siamo numerosi ad aver intrapreso questa via, ma la intendiamo in maniera aperta: vogliamo e possiamo coinvolgere altre centinaia e centinaia di fratelli e sorelle di altri paesi che cercano umanità in questo paese inospitale; altre centinaia e centinaia di persone comuni che hanno meriti e capacità preziose che non gli vengono riconosciute; altre centinaia e centinaia di antirazzisti che si battono in modo disperso o isolato loro malgrado; altre centinaia e centinaia di persone di sinistra, generose ed oneste rimaste orfane per la decadenza ideale e materiale degli apparati cui facevano o fanno riferimento. Ci rivolgiamo a loro e a tutti coloro che si impegnano o vogliono impegnarsi per cercare la felicità assieme agli altri resistendo alla disumanizzazione, per provare ad affermare e costruire un embrione di alternativa d’assieme lottando contro ogni oppressione e discriminazione, cominciando dalla peste razzista. Sappiamo che la sinistra può ricominciare da qui, ma che sarà tutt’altra cosa da quella che abbiamo visto finora: ciò che abbiamo avviato è un serio progetto umano essenziale e radicale, innovativo e complessivo nella sua semplicità; non il solito squallido e perdente giochetto politico tradizionale e congiunturale. 25 ottobre 2009 |
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