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terremoto ad Haiti
Scritto da socialismo rivoluzionario   
Thursday 14 January 2010

Terremoto ad Haiti
Per difendere la vita e ricostruire c’è bisogno di solidarietà umana

Nel pomeriggio del 12 gennaio (in Italia erano le 23) una serie di violente scosse di terremoto, la più forte superiore al 7° grado della scala Richter, ha devastato Haiti, distruggendo gran parte della capitale, Port au Prince, una città di quasi 3 milioni di abitanti. Difficile ancora capire l’entità della tragedia, arrivano voci su decine di migliaia o addirittura centinaia di migliaia di morti.
Una cosa è sicura: tantissimi nostri simili, donne e uomini, bimbe e bimbi sono morti, tantissimi feriti, dispersi o rimasti sepolti sotto le macerie. L’emergenza è totale, mancano infrastrutture elementari che rendano possibili gli aiuti più urgenti, le cure mediche più basilari, l’alimentazione di gran parte della popolazione sopravvissuta, che già  “normalmente” vive in condizioni estreme. E’ una immane tragedia che colpisce questo popolo e minaccia il suo futuro e che colpisce tutti noi. Condividiamo il dolore delle donne e degli uomini di Haiti perché in primo luogo condividiamo l’umana voglia di vivere, la forza che spinge a scavare tra le macerie per salvare altri esseri umani mentre si è ancora coperti della polvere per il crollo delle case.
La tragedia naturale che colpisce Haiti è enormemente aggravata  per le responsabilità storiche ed attuali dei diversi poteri oppressivi. Gli Stati, che ora si propongono cinicamente come protagonisti degli aiuti, sono stati e sono in prima fila nello sfruttamento e nell’oppressione della gente haitiana, assieme all’elite del posto. Le potenze occidentali hanno da sempre manovrato in nome dei propri interessi politici ed economici fino ad arrivare ad occupazioni ed interventi militari di vario tipo, come quello USA nel 1915 o quello tutt’ora in corso sotto le insegne dell’ONU. Gli Stati non possono salvare queste persone, piuttosto chiudono le frontiere, come è già avvenuto nelle prime ore dal sisma nel caso della repubblica dominicana, preoccupata dell’esodo da Haiti. Gli Usa, al di là delle parole di cordoglio di Obama, si precipitano a presidiare l’aeroporto haitiano per lo stesso motivo, bloccare qualunque ingresso nel proprio paese.
La solidarietà non può affidarsi al sistema degli Stati, che anzi la soffoca o la imbriglia. La solidarietà può affermarsi se sin dall’inizio viene pensata in maniera indipendente dalla logica di uccidibilità che regola la vita sotto il sistema democratico e gli altri poteri oppressivi, quindi se si alimenta una logica di vivibilità umana, da affermare e difendere, per cui lottare ed impegnarsi. La solidarietà può crescere in modo autorganizzato, trovando le strade più credibili ed utili, anche nell’ambito delle associazioni di volontariato indipendente, per sostenere direttamente la popolazione di Haiti, le sue associazioni ed organismi, per rispondere alle esigenze dei protagonisti. Imparando a conoscere il popolo haitiano, storicamente capace anche di eroiche lotte, che ora ha più che mai bisogno dell’aiuto e del sostegno diretto delle persone di buona volontà, delle persone solidali, di chi è già impegnato o vuole impegnarsi nella costruzione di Comitati solidali e antirazzisti dappertutto in questo paese. 
Per questo facciamo appello a costruire solidarietà umana, attiva e schierata: per difendere la vita e affermarla per ogni essere umano, per ogni popolo. Ciò che si concentra ad Haiti, anche in termini di dramma umano, è ciò che vive la maggioranza della popolazione della Terra, in Africa come in Asia. Ciò che si concentra ad Haiti sollecita dunque più che mai a mobilitarsi in ragione della comune umanità, per affermare un diverso senso dell’umanità che può reagire e prevalere sulla tragedia. 

Firenze, 14 gennaio 2010, ore 12

 
editoriale La Comune 139
Scritto da Gianluca Petruzzo   
Sunday 10 January 2010

Rosarno 

rivolta contro il razzismo schiavista e criminale

IL CORAGGIO PER VIVERE

Sembra che in questo Paese la gente abbia scoperto solo ora il degrado, lo sfruttamento e la cattiveria a cui sono sottoposti gli immigrati. Gli ipocriti benpensanti si affannano a dare giudizi e a trovare le cause della violenza agita nella violenza subita. In ogni caso sia i razzisti democratici feroci come Maroni sia quelli “illuminati” distorcono la realtà e confondono le idee. Ciò che è insorto a Rosarno sono stati prima di tutto la dignità, la difesa della vita, la forza e il coraggio di migliaia di immigrati che non arretrano di fronte al tentato omicidio di due di loro.
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Rosarno: solidarietà con i fratelli e la loro lotta
Scritto da socialismo rivoluzionario   
Friday 08 January 2010

Uniamoci per difenderci dal razzismo 

Ieri sera a Rosarno, in Calabria, una banda di razzisti a bordo di un’auto ha sparato ad un gruppo di fratelli immigrati. Non è la prima volta che succede ma questa volta si è scatenata la legittima e sacrosanta reazione di migliaia di immigrati, contro l’ennesima vile aggressione razzista e mafiosa e contro le condizioni disumane, da vero e proprio schiavismo, in cui sono costretti a vivere, come ha riconosciuto lo stesso governatore della regione Calabria. Di tutto ciò le autorità hanno sempre saputo e taciuto, coerentemente con lo spirito e la logica delle leggi che regolamentano l’immigrazione in Italia, che mettono migliaia e migliaia di fratelli e sorelle alla ricerca di una vita migliore alla mercé dei mafiosi e dei caporali.

Ieri sera è esplosa la legittima e giusta rabbia degli immigrati che contro tutto questo intendono affermare la propria umanità. Le reazioni ufficiali e di tanti settori della popolazione di Rosarno, sovvertendo totalmente la realtà, stanno invece trasformando i fratelli, che sono vittime del razzismo e lo contrastano, in carnefici. In queste ore, oltre alla solita e brutale repressione da parte delle forze dell’ordine è in corso una vera e propria caccia all’immigrato, e già si registrano le prime vittime: due fratelli sono stati colpiti alle gambe da proiettili esplosi da ignoti. Ciò ricorda alcune delle pagine più vergognose della storia del razzismo e dello schiavismo, in un contesto ed in termini che oggi più che mai chiamano tutte e tutti in causa, sollecitano la reattività di chiunque abbia a cuore il rispetto della vita e della dignità umana, di chiunque, di ogni persona che non voglia più chiudere gli occhi di fronte al razzismo dilagante in Italia, ad opera delle istituzioni, ma anche da parte di settori consistenti e crescenti di società, come sta succedendo proprio in queste ore a Rosarno.

Come Socialismo rivoluzionario, da sempre impegnati per la solidarietà e nella lotta contro il razzismo e tutte le discriminazioni, siamo schierati a fianco dei fratelli che stanno lottando a Rosarno contro il razzismo, delle istituzioni e popolare, contro lo sfruttamento e le ingiustizie che subiscono quotidianamente.

Si può reagire a tutto questo, difendere la vivibilità e costruire una nuova solidarietà, fare di questo impegno un motivo e canale di incontro e confronto, per una società diversa e migliore, rispettosa della vita e della dignità di tutte e di tutti, di ciascuna e di ciascuno. Nell’odierno contesto italiano e non solo, tutto ciò sembra difficile ma è possibile. Come hanno fatto intravedere le migliaia di persone che a Coccaglio hanno reagito e risposto alla vergognosa iniziativa leghista del White Christmas, e come dimostrano la manifestazione antirazzista del 17 ottobre scorso e ancor più qualitativamente la costituzione in diverse parti di’Italia di Comitati Solidali e Antirazzisti. Ci rivolgiamo a loro, ai fratelli e alle sorelle immigrate, ai giovani, alle donne, ai lavoratori, a tutti i settori più sani della società per reagire, per essere solidali e protagonisti di una battaglia che è di civiltà.

8 gennaio 2010, ore 20

 
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Pontassieve (FI) ore 17Libreria Prospettiva, via Aretina 20
venerdì 19 marzo a Prato ore 20.30 Libreria EquiLibri, via Magnolfi 67/69
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